Scena #2

Ero sceso sulla spiaggia.
C'era un gruppo di persone che conoscevo che stavano fumando. Mi avvicinai e rimasi un po' con loro.
Quando ci alzammo ognuno andò per la propria strada. Io rimasi a bighellonare sulla spiaggia.

All'improvviso qualcuno mi chiamò alle spalle.
C'era un tossico che conoscevo di vista, ranicchiato vicino ad una cabina, pallido, con gli occhi rossi e gonfi.
Tremava e sembrava più magro e macilento del solito. Mi chiese aiuto, era umile e petulante.
Nonostante mi dirigessi verso di lui continuava a rivolgermisi come se non credesse alla possibilità di poter essere aiutato da qualcuno.
C'era diffidenza nel suo sguardo. Si chiedeva come mai avessi accettato di aiutarlo e magari sospettava qualche brutto scherzo.
Mi disse di stringergli il braccio. Si infilò l'ago nella vena gonfia e tirò su lo stantuffo.
La siringa arrossì, ma il braccio gli ricadde al fianco privo di forza.
Spinsi lo stantuffo. Mi chiese di estrarre la siringa dalla vena e resse con due dita la pelle del braccio. L'ago uscì con una vibrazione raschiante, come quella di un chiodo estratto da una parete.
Tossì, si rilassò, si appoggiò alla parete e restò in silenzio dimenticandosi completamente di me.

Mi allontanai, sedetti in riva.
Sentivo un rombo da pressione bassa nelle orecchie.


Nando Santagata Copyright