Tue, 13 Nov 2007
Atei?... Agnostici?...
Qualche giorno fa sono intervenuto in un dibattito dopo una conferenza.
Al termine degli interventi, mentre uscivo, sono stato brozzato da un
superstizioso (cristiano, cattolico immagino), che mi ha detto subito
che gli atei non esistono, senza usare neanche la formula "secondo me"
(abbastanza ovvio, dato il suo retroterra culturale).
Bontà sua, al massimo mi concedeva l'esistenza degli agnostici.
Mah, probabilmente usiamo le parole in modo diverso.
Probabilmente lui usa la parola "agnostico" nel senso stilizzato di
persona che non esprime giudizi, ma proprio mai. Questa
interpretazione è abbastanza buffa: un tale agnostico non
potrebbe esprimersi sull'esistenza di Babbo Natale se prima non andasse
al Polo Nord a verificare di persona la presenza o meno del castello di
ghiaccio in cui gli elfi fabbricano i giocattoli...
A mio modesto parere, la parola agnostico designa chi è convinto
che gli argomenti metafisici non vadano affrontati con gli strumenti che
usiamo per giudicare il mondo fisico. Punto.
Un agnostico può poi pensare che i deliri mistici di beduini
epilettici vissuti migliaia di anni fa non siano da giudicare veri o
falsi, ma semplicemente ridicoli (ok, se vogliamo essere più
politicamente corretti, possiamo dire che rivelano il clima sociale, le
condizioni si salute precarie, la malnutrizione e la psicologia di
personaggi che sicuramente sono stati sottoposti a violenze e sofferenze
che al giorno d'oggi giudicheremmo inumane, ecc. ecc.).
Un tale agnostico sarà sicuramente definito "ateo" da chiunque
creda che i suddetti deliri siano oro colato.
A questo punto accetto la definizione di agnostico nel senso
dell'approccio al problema della mistica e di ateo come effetto di
questo approccio nel giudicare le religioni attualmente disponibili sul
mercato.
Siccome le religioni attualmente professate sono 1500 e rotti, da quello
che ne so, direi che la parola "ateo" assume un significato quasi
universale, ma non escludo che prima o poi possa venire fuori una
qualche teoria sufficientemente indimostrabile, ma cosi` poco ridicola
che qualcuno possa sollevare il beneficio del dubbio e quindi non
definirsi ateo per quella particolare visione del mondo, pur restando
agnostico perché la scienza in quel dato istante potrebbe non
avere gli strumenti di analisi sufficientemente avanzati.
Ad esempio io mi reputo agnostico per quello che riguarda la teoria
delle stringhe, perché questa teoria, nonostante il suo appeal,
non fornisce metodi scientifici per verificarla sperimentalmente.
Al tempo stesso mi reputo ateo, perchè ritengo che il dio delle
tre religioni monoteiste sia semplicemente poco credibile.
Posted at 19:51:13
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