Tue, 11 Oct 2005
La legge elettorale
Una volta in Italia era in vigore il sistema elettorale proporzionale,
che assegna i seggi a ciascun partito in proporzione ai voti ricevuti.
Questo sistema aveva un problema di fondo: i partiti che ricevevano la
maggior parte dei voti non avevano comunque la maggioranza assoluta e
quelli che ne ricevevano pochi finivano per avere un grande peso nelle
alleanze che si dovevano formare per arrivare alla maggioranza e poter
governare.
Questo stato di cose portava a governi che potevano essere mandati in
crisi da un partito minore che contava pochi punti percentuali. La vita
media dei governi era ridicola e tutti ridevano di noi.
Qualcuno, dopo aver contato i propri voti ed aver deciso che invece di
vincere poteva stravincere, prese il coraggio a due mani e propose di
cambiare le regole elettorali e passare al sistema maggioritario.
Questo sistema "premia" il partito che riceve più voti, dandogli un
bonus in termini di seggi.
Ai cittadini italiani fu chiesto di votare un referendum sulle regole
elettorali.
Il sistema maggioritario è andato tanto bene da consentire per la prima
volta dalla fine della seconda guerra mondiale di avere un governo
stabile nel nostro paese.
Ovviamente questo sistema è andato benissimo allo schieramento che
aveva vinto le elezioni e che si trovava ad avere la maggioranza
assoluta dei seggi in parlamento.
...ma le cose cambiano e il vento gira.
Ovviamente quello che si sta tentando di fare con la legge elettorale
sarebbe impensabile in qualsiasi altro paese.
La legge elettorale è stata votata dagli italiani mediante un
referendum. Ciampi ha detto di no a questa manovra meschina, i cittadini
italiani sono contrari, così come è contraria la Confindustria.
Intendiamoci: non me la prendo con l'attuale governo in particolare,
perché la mia memoria arriva abbastanza in là da ricordarmi
comportamenti altrettanto meschini da parte di altri governi.
Il punto è che finché la posta in gioco è alta,
sarà alta la lotta
per aggiudicarsela e da un popolo come gli italiani, che non ha il senso
del pudore e del ridicolo, non ci si può aspettare che comportamenti
oltre il limite della decenza.
Sarebbe bello che si guardasse a come altri paesi hanno risolto questo
problema.
Il paragone con i paesi dell'estremo nord mostra alcune cose
interessanti.
Dai pochi soldi ai politici e finalmente faranno politica solo i
professionisti della politica, i tecnici e gli idealisti, con un
guadagno e un risparmio per la società.
Ovviamente l'altra faccia della medaglia è che i partiti che hanno
pochi voti sono penalizzati.
La decisione della maggioranza fu quella di cambiare le regole e
abbracciare il sistema maggioritario.
Chi ha vinto potrebbe perdere la prossima volta. Il fair play non
è di casa in Italia, così per evitare di perdere troppe poltrone
i nostri "dipendenti", come Beppe
Grillo chiama i nostri rappresentanti in Parlamento, hanno pensato
bene di cambiare di nuovo le regole per non perdere un ricco posto di
lavoro.
In questi paesi c'è una grande quantità di donne in politica.
Perché?
Sono più brave?
No, è che come al solito i maschi cercano lavori lucrosi e la politica
in quei paesi non è un lavoro lucroso.
Semplice, no?
Guadagno, perché finalmente la società potrebbe essere guidata da
persone che fanno l'interesse pubblico e non quello privato.
Risparmio è quello si farebbe sugli stipendi e sull'assenza di
politici disonesti, che la storia italiana recente mostra essere
numerosi tra quei nostri dipendenti che mandiamo a Roma.
Posted at 16:38:55
| #G |
|0 Comments